C'era una volta, la "società dei produttori", dotate di regole vincolanti e poteri politici forti. I valori che la governavano erano la sicurezza, la stabilità, durata nel tempo ad esempio il lavoro, la famiglia...
L'attuale società, guidata da un forte relativismo etico, il cui valore supremo è il diritto-obbligo alla "ricerca della felicità", felicità istantanea e perpetua che non deriva tanto dalla soddisfazione dei desideri quanto dalla loro quantità e intensità. Eppure, come afferma Bauman, rispetto ai nostri antenati noi non siamo più felici: più alienati semmai, isolati, spesso vessati, prosciugati da vite frenetiche e vuote, costretti a prendere parte a una competizione grottesca per la visibilità e lo status, in una società che vive per il consumo e trasforma tutto in merce. Ma proprio tutto! Anche i consumatori stessi!martedì 18 gennaio 2011
domenica 16 gennaio 2011
Ma come è nato veramente il concetto di consumo?!
A questo proposito sono state effettuate numerose ricerche sociologiche, che hanno dato origine a ottiche diverse:
Ad esempio Chandra Mukerij attribuisce l'origine del consumo al periodo rinascimentale, con il commercio nel periodo in cui sono nati i modelli culturali di tipo materialistico;
il sociologo Werner Sombart invece vede l'origine del consumo attorno al 1200 con la vendita degli oggetti di lusso che dovevano essere non solo costosissimi ma anche ostentativi; sostiene inoltre che l'individuo tenta di placare quell'angoscioso senso di morte cercando gratificazioni nella vita materiale e nel consumo dei beni;
per Colin Campbell il consumo è nato attorno il XVIII secolo in Inghilterra con la nascita della cultura romantica e la nascita del culto dell'individuo, l'essere unici, esprimere la propria personalità ... ciò ha dato origine ad un consumo di tipo edonistico-ostentativo...
secondo Jackson Lears invece, ha avuto origine negli USA alla fine XIX secolo un processo favorevole al consumo, che ha costituito un processo di trasformazione degli individui sul piano etico menzionato come "l'etica terapeutica dell'autorealizzazione" poiché è caratterizzata da un'elevata preoccupazione dell'individuo per la salute e per il suo benessere fisico e psichico.
Qual è secondo voi la teoria più valida?
Ne avete altre??
Ad esempio Chandra Mukerij attribuisce l'origine del consumo al periodo rinascimentale, con il commercio nel periodo in cui sono nati i modelli culturali di tipo materialistico;
il sociologo Werner Sombart invece vede l'origine del consumo attorno al 1200 con la vendita degli oggetti di lusso che dovevano essere non solo costosissimi ma anche ostentativi; sostiene inoltre che l'individuo tenta di placare quell'angoscioso senso di morte cercando gratificazioni nella vita materiale e nel consumo dei beni;
per Colin Campbell il consumo è nato attorno il XVIII secolo in Inghilterra con la nascita della cultura romantica e la nascita del culto dell'individuo, l'essere unici, esprimere la propria personalità ... ciò ha dato origine ad un consumo di tipo edonistico-ostentativo...
secondo Jackson Lears invece, ha avuto origine negli USA alla fine XIX secolo un processo favorevole al consumo, che ha costituito un processo di trasformazione degli individui sul piano etico menzionato come "l'etica terapeutica dell'autorealizzazione" poiché è caratterizzata da un'elevata preoccupazione dell'individuo per la salute e per il suo benessere fisico e psichico.
cfr V. Codeluppi, Manuale di Sociologia dei Consumi, 2007.
Ne avete altre??
venerdì 14 gennaio 2011
Salve a tutti!
Ho voluto realizzare questo blog per approfondire, avere nuovi e diversi punti di vista, riguardo l'origine del consumo, i consumatori, i luoghi del consumo.....per comprendere meglio la società contemporanea, società post-industriale.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)


